palazzo Te


Da un racconto del 1524:
il Marchese Federico Gonzaga II accolse Giulio Romano colmandolo di cortesie e di regali. Gli donò uno dei suoi cavalli più belli, e...
"montato che Giulio vi fu sopra, se n’andarono fuor della porta di San Bastiano, lontano un tiro di balestra, dove Sua Eccellenza aveva un luogo e certe stalle chiamato il Te, in mezzo a una prateria, dove teneva la razza de’ suoi cavalli e cavalle. E quivi arrivati, disse il Marchese che avrebbe voluto, senza guastare la muraglia vecchia, accomodare un poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare o a cena per ispasso. Giulio, udita la volontà del Marchese, veduto il tutto, e levata la pianta di quel sito, mise mano all’opera."

Il palazzo Te prende il nome dal luogo da cui sorge: il sostantivo Te, deriva da Teieto forma latina che indica una capanna o dal gallico teza (tettoia). Teieto, o Te, era dunque una località di rustiche abitazioni posta a sud della città di Mantova, poco lontano dalle mura.

I lavori di costruzione e decorazione iniziano su commissione di Federico Gonzaga II nel 1525 e si prolungano fino al 1535. Giulio Romano trasforma le pre-esistenti scuderie in una villa sontuosa, riutilizzando in gran parte le vecchie muraglie, che delineano la corte quadrata; progetta la nuova configurazione architettonica e disegna nei minimi dettagli gli affreschi, i fregi, i camini, i soffitti intagliati. Costruito su di un'isola che era divisa dalla città da un ampio fossato, permetteva, in quei tempi, regate e giochi sull'acqua: il palazzo infatti era utilizzato per il tempo libero, per le feste, le cerimonie, i grandi ricevimenti. Era circondato da giardini, fontane, statue, viali alberati e costruzioni.

Dal saccheggio del 1630, proseguendo poi con le guerre e le occupazioni successive operate da Spagnoli, Francesi, Austriaci, e Piemontesi, il Palazzo Te fu utilizzato come caserma militare. I giardini, le fontane, le statue e le altre costruzioni furono eliminate ed il terreno livellato per lasciar posto a più amipi giardini dove impiantare gli accampamenti per le truppe. Restaurato in tempi recenti presenta ai visitatori tutto lo splendore dell\'opera creativa di Giulio Romano. Otto le sale principali tra cui la sala di Psiche, di Fetonte, dei Cavalli, e la sala dei Giganti, un cortile interno, uno stupendo loggiato, una serie di camerini, le stalle (ora adibite a luogo di esposizioni e mostre) ed un angolo "segreto": la grotta.

E’ stato dedicato inoltre uno spazio espositivo in cui si possono ammirare monete, sigilli pesi e misure, coni e stampi usati dal 1307 al 1707.

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giardini front palazzo lat2giardini laterale palazzo